|
Paola Piasentin, concertista, insegnante e ricercatrice nel
campo delle tecniche legate al suono vocale e strumentale,
si è sempre dedicata con grande passione alla musica,
tuttavia fin da giovanissima ha manifestato un forte interesse
per il disegno e la scultura.
Da bambina, uno dei suoi passatempi favoriti era dincantarsi
a rintracciare i volti di personaggi e scene delle favole
nella graniglia dellantico pavimento della casa dei
nonni, a Venezia.
Questa
sensibilità, che le permetteva di cogliere e isolare
in una linea o in una forma le fattezze di un viso o il profilo
di una figura, porterà lartista ancora adolescente
a sviluppare una vasta produzione di disegni, schizzi e caricature.
Emerge con chiarezza da queste prime realizzazioni la verve
comica dellartista che, con pochi tratti, riesce a descrivere
efficacemente stati danimo e peculiarità dei
suoi personaggi.
Anche la capacità e la voglia di esprimersi attraverso
forme plastiche si manifestano precocemente. Le opere del
nonno scultore avevano sempre esercitato su di lei un grande
fascino, così, a sei anni, esplode la sua passione
per la plastilina colorata, con la quale la piccola artista
si ingegna a plasmare decine e decine di minuscole figure
che attirano lattenzione dei grandi. Un noto presentatore
la inviterà a mostrare i suoi lavori in una trasmissione
televisiva.
Man mano che il tempo passa e lartista diventa adulta,
questo amore per le forme plastiche, vissuto come gioco, si
evolve e sfocia in una grande e feconda passione per la creta.
Significativo dei lavori di quel periodo, il busto di Beethoven,
dalla plasticità drammatica e intensamente emotiva.
Anche in queste opere tridimensionali, lartista è
intenta a ritrarre gli stati danimo e le manifestazioni
esteriori della personalità e del carattere.
Conseguito
il diploma al conservatorio Giuseppe Verdi di Milano (non
dimentichiamo che in tutti questi anni lo studio della musica
ha comunque rappresentato la sua attività principale),
Paola Piasentin decide di trasferirsi a Ginevra per dedicarsi
esclusivamente alla carriera di musicista e allapprofondimento
delle tecniche pianistiche e delle metodologie didattiche.
Al rientro in Italia, sette anni dopo, anche lattività
musicale subisce una pausa: sono gli anni dedicati alla famiglia,
alla maternità, alla riflessione e agli studi nel campo
dello spirito e della mente.
In questo periodo, il suo spirito dosservazione si
fa sempre più vivo e attento: i sassi ricatturano linteresse
di Paola Piasentin al punto che disegna carboncino i volti
che le suggeriscono.
Un fatto straordinario determinerà una
svolta nel percorso di crescita dellartista.
Come lei stessa racconta: Mentre camminavo in compagnia
di mio figlio lungo una spiaggia sassosa della Liguria, mi
colpì la particolare configurazione di un sasso che
sembrava ammiccare verso di me... Allimprovviso vidi
che stavo calpestando una moltitudine infinita di facce! Da
quel momento non posso resistere al loro richiamo.
Nascono
così i suoi ritratti di sassi tridimensionali.
Un prepotente bisogno interiore ha liberato la fantasia dellartista
e il gioco dellinfanzia si è trasformato in ricerca
creativa ed espressione della sua genialità.
|